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Dal Quadro alla Parola...quadri che parlano di conversione,  di perdono,  e di misericordia...imparare a non giudicare e iniziare ad intuire chi è  il Cercato e Chiamato da Cristo.

Caravaggio  Le Opere della Misericordia (1607)

 

Domanda: Avete osservato l'ombra dell' angelo sul muro? Qual' è il compito degli angeli suggerito dal quadro?

 Vocazione di Matteo

 

 “miserando atque eligendo”   (lo guardò con sentimento d'amore e lo scelse)

 

«Caravaggio mostra la vocazione, ma la chiamata di Cristo non ha ancora raggiunto il suo destinatario... il Matteo di Caravaggio, al momento della chiamata, non è più il peccatore, ma non è ancoral’apostolo... La "forza di gravità" del peccato lo fa rimanere fermo e rende il suo atteggiamento un elemento ritardante, grazie al quale Caravaggio riempie il vuoto minimale tra il "seguimi" e l’"allora si alzò"». 

L’invito a lasciare tutto e a prendere su di sé la propria croce (simboleggiata dall’infisso della finestra in alto), non poteva essere per Caravaggio una cosa da accogliere a cuor leggero: l’immediatezza della risposta, come si legge nel Vangelo, per Caravaggio ha una durata – il tempo interiore della decisione, della libertà – e si materializza nello spazio fisico che separa l’istante della chiamata da quello della risposta. Un tempo "denso", quello del libero arbitrio, della risposta libera. 

 

Domanda: Chi è secondo voi il vero Matteo?

Fonte

Secondo  la 'Legenda aurea' di Jacopo da Varazze (XIII secolo) Pietro e Paolo morirono nello stesso giorno. Caravaggio dipinse i due teli nell'anno 1601.

I teli sono esposti a Roma nella Capella di San  Luigi dei Francesi.  

 

I due dipinti  rappresentano due momenti diversi della vita dei santi: per san Pietro il martirio, per san Paolo la conversione sulla via di Damasco. Ciononostante, la simmetria tra le due opere e la omogeneità di significato risulta evidente nella capacità della pittura.

 

San Pietro viene dipinto proprio nel lento issarsi della sua croce che, come è noto, fu posta con la testa in basso; san Paolo viene mostrato disarcionato  dal cavallo, con gli occhi accecati, nella novità di qualcosa che sta ancora accadendo. 

 

Entrambi sono colti in un momento dinamico, in un movimento di rovesciamento. La crocifissione a testa sotto del vecchio Pietro e il disarcionamento del giovane Paolo sono l’identico andamento di una sovversione delle prospettive del mondo: un guardare le cose da un punto di vista prima inattingibile, che rovescia la visione, trovando il proprio centro solo in Dio.

 

Caravaggio sembra saper rappresentare in entrambe le tele, seppure con narrazioni diverse, quel movimento di conversione che non finisce mai per tutta la vita del santo, e che significa sovversione e cambiamento, significa lasciarsi andare a  Dio, affidarsi totalmente e globalmente, tanto da lasciarsi rovesciare. 

 

Guardando le due tele scopriamo infatti un unico dinamismo, e colpisce l’identica posizione delle braccia dei due santi: le braccia di Pietro inchiodate sulla croce, quelle di Paolo allargate nella caduta, sono braccia aperte, l’apertura di chi si abbandona Così lo sguardo cieco di Paolo rappresenta lo stesso movimento: un non vedere più per vedere sempre.  

Approfondimenti e Fonte

Chi era il Caravaggio?

Una persona molto particolare di cui merita conoscere la storia.

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