
COME AMARE?
RISPONDE GESU'!

OPERE DI MISERICORDIA CORPORALI
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Dare da mangiare agli affamati
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Dare da bere agli assetati
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Vestire gli ignudi
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Accogliere i forestieri
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Assistere gli ammalati
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Visitare i carcerati
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Seppellire i morti

Le sette opere di misericordia ( Brueghel 1616-1618, Bruxelles). Dal basso a sinistra e proseguendo in senso orario: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, visitare i carcerati, seppellire i morti, dare ospitalità ai pellegrini, visitare gli ammalati, vestire gli ignudi.
OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALI
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Consigliare i dubbiosi
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Insegnare agli ignoranti
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Ammonire i peccatori
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Consolare gli afflitti
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Perdonare le offese
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Sopportare pazientemente le persone moleste
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Pregare Dio per i vivi e per i morti
OPERE DI MISERICORDIA OGGI
CHIOSTRO DUOMO BRESSANONE
L'affresco nella foto di fianco si trova nella chiostro nel chiostro (Alter Kreuzgang) adiacente al Duomo di Bressanone. Il chiostro è realizzato in stile romanico nel XIV secolo, interamente affrescato sulle volte con le scene del vecchio e del nuovo testamento.
Passeggiando per il chiostro possiamo osservare un’infinità di scene e personaggi spesso familiari a chi pratica le sacre scritture, ma non di rado enigmatici perchè molto legati alla cultura medievale.
L’undicesima arcata illustra in quattro vele coloratissime le sette opere di misericordia corporale: accogliere gli stranieri, dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, seppellire i morti, visitare gli ammalati, consolare i prigionieri, vestire gli ignudi.
Le opere di carità sono una metafora del giudizio finale. Nel Vangelo di Matteo, infatti, Gesù associa la carità materiale alla salvezza eterna: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Il messaggio è rafforzato dalla costante presenza della figura di Cristo benedicente alle spalle dei benefattori. Una delle vele illustra anche la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone. Anche questa parabola è una potente metafora del Giudizio finale. Il povero Lazzaro, alla sua morte, viene portato dagli angeli nel seno di Abramo, mentre il ricco Epulone finisce tra le fiamme dell’inferno.
